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IL NUCLEARE IN EUROPA

L'incidenza di energia nucleare sul totale della produzione in alcuni Paesi europei.
                             Tra parentesi [ ] reattori smantellati
                             Tra parentesi ( ) reattori in costruzione

     

No. impianti in funzione

Belgio 91%   7 [1]  
Bulgaria 38%   2 [4]

(2)

Finlandia 37%   4  

(1)

Francia 85%   59 [11]

(2)

Germania 32%   17 [19]  
Gran Bretagna 9%   19 [26]  
Lituania 80%   1 [1]  
Olanda 2%   1 [1]  
Rep. Ceca 20%   6    
Romania 10%   2    
Russia 17%   31 [5]

(8)

Slovacchia 69%   5 [3]  
Slovenia 41%   1    
Spagna 50%   8 [2]  
Svezia 57%   10 [3]  
Svizzera 37%   5    
Ucraina 46%   15 [4]

(2)

Ungheria 32%   4    
  In verde, Paesi europei che non producono energia nucleare

L'onda alta come un edificio di 4 piani che ha causato oltre 30.000 morti e la distruzione della costa  nord orientale del Giappone per un entroterra di 5 chilometri compresa la centrale nucleare di Fukushima, ha indotto tutti i Paesi coinvolti nella produzione dell'energia elettrica con il nucleare, ad una sospensione dei vecchi impianti e alla verifica severa di quelli più recenti. [04/2011]

 
La Francia rilancia il nucleare con il nuovo maxi-reattore EPR (European Pressurized Reactor).
L'EPR è il nuovo reattore atomico di terza generazione. Sarà il più potente del mondo: con i suoi 1.650 megawatt può assicurare da solo l'elettricità ad una città di un milione e mezzo di abitanti. I lavori sono partiti e entrerà in funzione nel 2012. L'EDF punta sulla terza generazione di centrali per sostituire gli impianti da chiudere nel 2020. Questo impianto è dislocato a Flamanville, sulla scogliera normanna, dove sono in funzione dal 1985 altre due centrali nucleari.
L'Enel entra in questo impianto con una quota di Partecipazione del 12.5% e una volta in funzione ritirerà energia elettrica al costo di produzione.
Dopo l'accordo firmato da Berlusconi e Sarkosy lo scorso febbraio a Roma, il gruppo italiano entra con la medesima quota anche nel secondo impianto EPR francese di Penly (EDF e GDF Suez) sempre in Normandia che, come per Flamanville, va a sostituire le due vecchie centrali nucleari esistenti.
E' passata, naturalmente, l'impostazione originaria di costruire tutti gli impianti uguali, anzi identici uno dall'altro, in modo da abbattere i costi di progettazione e soprattutto di migliorare la sicurezza degli impianti stessi. [03/2009]


In Francia, grazie al nucleare, i prezzi dell'elettricità sono la metà di quelli di casa nostra. (per usi domestici, a gennaio 2007, 100 kw in Italia costavano 23,09 euro contro i 12,11 euro della Francia tasse incluse)

TUTTI NUMERI DELL'EPR (European Pressurized Reactor)
attualmente in costruzione a Flamanville e Penly in Normandia.

LA POTENZA

L'INVESTIMENTO

RISPARMIO
COMBUSTIBILE

URANIO

SICUREZZA

PROBABILITA' DI
INCIDENTE

1650 Megawatt

4 Miliardi di euro

-17%

- 30%

4

1 su 100.000 anni

E' la potenza garantita del reattore nucleare Il 60% è per la parte nucleare Rispetto ai reattori di seconda generazione E' la minore quantità di scorie prodotte dall'EPR

Raddoppiano i sistemi di salvaguardia indipendenti del reattore

Ridotto di 10 volte.
Gli impianti attuali hanno 1 su 10.000 anni.

L'EDF, a dicembre 2008, per l'impianto di Flamanville ha aggiornato le stime dell'investimento a 4 miliardi di euro (+20%) con un costo di produzione di 54 Euro per Megawattora. Oggi in Italia siamo ben oltre: alla borsa elettrica il prezzo medio d'acquisto previsto è di 92,72 Euro. [12/2008]

 

Germania: il governo rilancia il nucleare civile
Il Paese che nel recente passato è stato il promotore più deciso dell'addio al nucleare, ha stabilito di rimandare lo smantellamento delle centrali esistenti. La cancelliera Angela Merkel ha detto di voler prolungare di un periodo tra i dieci e i quindici anni il ciclo operativo i 17 reattori nucleari attualmente in funzione che forniscono circa il 30% del fabbisogno interno.
L'opposizione protesta fortemente anche perché la messa in sicurezza delle 14 centrali più vecchie, con i parametri attuali, costerebbe circa un miliardo di euro per ogni rettore. Questa enorme cifra occorre essenzialmente per la costruzione di una robusta cupola protettiva di cemento atta a resistere anche all'impatto di aerei.
Questa messa in sicurezza dei reattori comporterà un aumento del costo dell'energia elettrica e i vantaggi economici del prolungamento della vita delle centrali sarebbero improbabili.   [09/2010]
Nucleare, nasce l'asse Berlino - Mosca
Dopo l'accordo sul gasdotto del baltico, l'asse Berlino-Mosca si ripropone sul nucleare. E' questo il senso politico del protocollo firmato fra il colosso tedesco Siemens e l'agenzia russa Rosatom. Lo scopo: costruire una joint-venture a maggioranza russa per la costruzione di centrali atomiche in tutto il mondo.
Durissima la reazione di Areva, gigante francese che ha accusato la Siemens di non rispetto degli impegni previsti dal patto firmato nel gennaio 2001 dove è inserita una clausola di non concorrenza nel settore nucleare della durata di 8 anni a partire dal 2012, anno in cui l'accordo con Siemens si scioglierà. La denuncia dei francesi sembra profilare uno spiacevole scontro in tribunale fra le due grandi aziende europee.
Quanto alla joint-venture fra Siemens e Rosatom ( quest'ultima avrebbe negoziato fino a qualche settimana fa un accordo con l'Ansaldo), si pone un obiettivo ambizioso: diventare il numero uno mondiale del settore scalzando dal piedistallo l'Areva che oggi controlla circa il 25% del mercato nucleare mondiale.
La virata verso la Russia di Siemens si basa sulla scommessa di una vittoria elettorale in Germania della cancelliera Merkel, nuclearista convinta.
Siemens è tra i principali produttori di sistemi di controllo e gestione per il nucleare mentre Rosatom è uno dei maggiori costruttori mondiali di impianti nucleari, attualmente è coinvolta nella costruzione di dodici reattori in diversi paesi incluso l'Iran.
La joint-venture stima che entro il 2030 verranno costruite nel mondo 400 centrali nucleari per un investimento di 1.000 miliardi di euro e l'asse Berlino-Mosca punta ad assicurarsi la metà di questa somma. [03/2009]
Con una maggioranza schiacciante 509 europarlamentari, contro 153 contrari e 31 astenuti, hanno detto "si" al nucleare.
La relazione sulle fonti e le tecnologie energetiche approvata a larga maggioranza dal Parlamento europeo il 24 ottobre 2007, considera l'energia nucleare <indispensabile per garantire a medio termine  il fabbisogno di energia in Europa>.
Proprio nella relazione, è stata ribadita l'indispensabilità dell'energia nucleare per <conseguire gli obiettivi in materia di riduzione dei gas a effetto serra e di lotta contro il cambiamento climatico>. Questa posizione ben precisa, che, anche se non vincolante, avrà comunque un peso sulle future decisioni della Commissione Europea in materia di energia e ambiente.
[11/2007]
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Aggiornamento: 04/2011
Michele Zampilloni

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