Enron, Parmalat, Soc. TERNI e Arthur Andersen:
 analogie e storie di falsi bilanci.
















 



TERNI: Chiesa
di San Salvatore

Chiesa romanica conosciuta come "Tempio del Sole" perchè sorta su edifici romani ritenuti un santuario del sole.
(V sec. e XI - XII sec.)
 

1° Parte: ENRON 

 

BREVE STORIA
LA ENRON era una Società di produzione e distribuzione di elettricità e gas fondata nel 1985.
Il fondatore, Ketteth Lay, amico di Gorge W Bush sin da quando era governatore dello Stato del Texas, contribuì con enormi finanziamenti alla sua elezione alla Presidenza degli Stati Uniti. In quel periodo si parlava di una probabile nomina di Lay a Ministro dell’Industria.
Verso la fine degli anni 90 la ENRON causò volontariamente tre grandi black out in tutta la California che, insieme a numerosi altri black out locali nelle grandi città californiane, causarono enorme panico tra la popolazione.
Lo stato della California, alla fine degli anni 90, dopo questi black out e forti pressioni delle compagnie elettriche, inclusa naturalmente la ENRON, liberalizzò il settore elettrico.
Nel Novembre 1999 la ENRON, in seguito alla deregulation, lanciò le transazioni via Web e, a causa appunto delle frequenti interruzione di fornitura di energia elettrica, le tariffe  aumentarono fino a 30 volte; solo nell’anno 2000 la ENRON guadagnò 30 milioni di dollari.
Questo Cash Flow fu dirottato in Società off shore create apposta per drenare gli enormi guadagni di quegli anni.

DECLINO
Dopo una serie di scandali negli anni 90 e irregolarità contabili che sconfinarono in frode, avallate dalla società di certificazione bilanci Arthur Andersen, il 2 dicembre 2001 la ENRON dichiarò bancarotta. Persero lavoro da un giorno all’altro circa 5000 dipendenti.
Furono scoperte enormi perdite nei bilanci, nascoste con la complicità della Arthur Andersen. Questa, negli anni 90 certificando appunto falsi bilanci, fece decollare le azioni della ENRON da 2$ a 90$ nell’Agosto 2000. Nel Gennaio 2002 il Dipartimento della Giustizia diede avvio al  processo penale e nello stesso mese, il Congresso Americano, iniziò le audizioni dei manager ENRON e Arthur Andersen.

INSIDER TRADING
Della situazione finanziaria disperata causata dalle ruberie del management ne erano a conoscenza tutti i top manager della ENRON.
Andrei Fastow, responsabile delle società off shore dove venivano depositati gli enormi guadagni societari, “prelevò” miliardi di dollari creando il presupposto per il crack della Società.
Tutti i managers, inoltre, cominciarono a vendere le proprie azioni (stock option) poco prima che la situazione fosse nota all’esterno e che diventassero carta straccia. La moglie del presidente Lay, vendette 500.000 azioni dieci minuti prima della presentazione dei libri contabili in tribunale. Il 2 Dicembre 2001 fu decretata la bancarotta.

STRASCICHI GIUDIZIARI

  • KENNETH LAY, fondatore e ex presidente è stato condannato a 40 anni di carcere. E’ morto d’infarto nel luglio 2006 mentre stava disperatamente patteggiando 25 anni di carcere dietro collaborazione e rimborso di quanto guadagnato con l’Insider Trading.
  • ANDREW FASTOW, ex CFO nonché ideatore della rete di società off shore, è stato condannato a 10 anni di carcere e a 23,8 milioni di dollari di multa. Sua moglie Lea, è stata condannata a 5 mesi di carcere e a un anno di arresti domiciliari.
  • BEN GLISAN Jr, ex tesoriere, fu il primo dirigente messo in prigione alla scoperta dello scandalo.
  • PAULA RIEKER, ex direttrice finanziaria è stata giudicata colpevole di Insider Trading e condannata a 10 anni di carcere, a 1 milione di dollari di multa e al divieto di incarichi presso amministrazioni di interesse pubblico.
  • RICHARD CAUSEY, ex amministratore delegato è stato condannato per frode a 7 anni di prigione a al pagamento di 1,25 milioni di dollari.
  • JEFFREY SKILLING, ex amministratore delegato è stato condannato a 24 anni e 4 mesi di carcere a al rimborso di 26 milioni di dollari al fondo pensione dei lavoratori Enron.

Altre decine di manager collegati con le società Offshore della Enron e con società di trading nel settore dell’energia, sono stati condannati e imprigionati da vari tribunali degli Stati Uniti.
Nel giro di 5 anni, la giustizia americana ha chiuso tutti i processi nei confronti delle persone coinvolte nel Crack della Enron.
Il motto della ENRON era: ASK WHY? (Chiedi perché?)
Ironia della sorte, centinaia di migliaia di persone si stanno ancora chiedendo il perché siano state coinvolte nella più colossale truffa della storia degli Stati Uniti d’America.

 

2° Parte: PARMALAT 

 


 

Prima condanna nel processo di aggiotaggio dopo circa 6 anni dalla bancarotta del gruppo.
10 anni  a Calisto Tanzi, assolti tutti gli altri imputati

Secondo la prima sezione del Tribunale di Milano con sentenza del 18 dicembre 2008, Calisto Tanzi Patron della Parmalat è l'unico colpevole, il solo capace di creare il più grosso crac finanziario della storia italiana (14 miliardi di euro).
I bilanci truccati con la complicità delle società di revisione Grand Thorton (oggi Italaudit) e Deloitte, risalgono dai primi anni 90 e le Associazioni di tutela dei consumatori, fanno fatica a credere che una truffa così colossale possa essere imputata solo a un soggetto.
Tutti assolti gli amministratori della Parmalat, i Revisori dei conti, le Banche di tutto il mondo che offrivano Bond della Società di Collecchio ai piccoli risparmiatori per disfarsi velocemente di titoli che ormai erano carta straccia.
I risparmiatori a caccia di risarcimenti speravano nella via maestra della Class Action
che il precedente governo Prodi aveva istituito a difesa delle migliaia di persone che vengono coinvolte in crac come questo. Il Governo Berlusconi ha prima sospeso per modificare in peggio la legge, a detta delle Associazioni dei consumatori, e oggi ha ulteriormente rinviato di altri sei mesi la possibilità di usare questo strumento giuridico.
L'attuale Governo probabilmente rimborserà le vittime dei crac ( Parmalat inclusa) con il miliardo di euro dei conti dormienti. Lo stesso fondo però servirà a finanziare la social card, stabilizzare i precari della pubblica amministrazione e dare un contentino agli ex azionisti e obbligazionisti Alitalia. Una lista troppo lunga per sperare in entrate consistenti.
In conclusione, il Sig. Calisto Tanzi, ormai prossimo ai 70 anni, ha altri due livelli di ricorso, Appello e Cassazione, e quindi può stare tranquillo di trascorrere una serena vecchiaia anche perché in Italia, per legge, dopo i 70 anni nessuno va in carcere. [12/08]

Seconda condanna a Calisto Tanzi nel processo di bancarotta
A distanza di sette anni (dal falso denunciato nel 2003 da Bank of America) è arrivato il giudizio di primo grado sul crac di Collecchio.
Il Tribunale di Parma presieduto da Eleonora Fiengo, giudici a latere Alessandro Conti e Marco Vittoria, con sentenza del 9 dicembre 2010 ha condannato per bancarotta Calisto Tanzi a 18 anni di carcere, il suo braccio destro Fausto Tonna a 14 anni e al fratello Giovanni Tanzi a 10 anni e sei mesi.
Sono stati condannati a pene detentive che vanno da 4 a 8 anni anche altre 11 persone, che ricoprivano incarichi da dirigenti, consiglieri e sindaci revisori della Società. [12/10]

Il Bottino di Parmalat, fondi recuperati banca per banca

 
3° Parte: ARTHUR ANDERSEN

L'Andersen era una delle cinque compagnie di certificazione più grandi al mondo.
Nel giugno 2002 la Società fu perseguita per certificazione di bilanci falsi e ostruzione alla giustizia a causa della distruzione di tutta la documentazione degli Audits alla Enron. La Società fu costretta dalla SEC (organo di vigilanza della Borsa statunitense) a rimettere le licenze e i diritti di praticare la professione di Certificazione di bilanci.
L’Arthur Andersen ha perso tutti i suoi clienti e sono in corso oltre 100 cause civili per danni morali intentate da altrettante Aziende da loro certificate.
Il fallimento della Società ha comportato il licenziamento di 28.000 impiegati negli States e di altri 85.000 nel resto del mondo.
La SEC, dopo questo scandalo, ha deciso che una società non può farsi certificare i bilanci per più di tre anni consecutivi dallo stesso certificatore. 

  
4° Parte: TERNI ACCIAI SPECIALI - (
TAS)
Verso la seconda metà degli anni 80 l'IRI e la FINSIDER, proprietarie della Terni Acciai Speciali, che includeva la Soc. TEKSID di Torino e la TERNINOSS, decisero di far controllare e certificare i bilanci della società ternana dall'Arthur Andersen.
Nel giro di sette anni, l'Andersen certificò bilanci con un crescendo di perdite per allora notevoli: si parlava di oltre 150 miliardi di perdite l'anno, tanto che la società ternana venne accostata alla società automobilistica Alfa Romeo, per la quale i contribuenti italiani dovevano "sborsare" 1.000 lire al giorno, per coprire le perdite di bilancio.
A questo punto l'IRI fece un ulteriore riassetto del settore siderurgico, inserendo nel 1988 lo stabilimento ternano dentro il "calderone" ILVA, in attesa che fosse venduto a qualche privato del settore.
Nel dicembre 1994 si definì l'acquisizione del complesso industriale ternano che vide come acquirente una società mista italo-tedesca (Falck - Agarini - Riva e Krupp). Questa acquisizione, viste le mosse successive, è stata chiaramente un mero investimento finanziario per i soci italiani, che hanno poco dopo rivenduto le loro quote alla Krupp, con notevoli ritorni finanziari.
Ora la più grande società di acciai speciali, gioiello della siderurgia italiana,  è completamente in mano alla società tedesca Thyssen Krupp.
Lo stabilimento siderurgico ternano è passato, come per incanto, da bilanci profondamente in nero, certificati dall'Arthur Andersen, a bilanci con utili interessanti, sin dal primo anno della vendita ai quattro privati italo-tedeschi, senza che ci siano state riduzioni di personale o significativi adeguamenti tecnologici degli impianti.

L'Arthur Andersen
è passata dalla ENRON alla Soc. TERNI come un ciclone: da una parte ha polverizzato, con la complicità del management, la più grande compagnia elettrica degli States, e dall'altra  è stata decisiva nel far valutare decotta una società sana, per consentire la svendita ai privati che, con questa acquisizione, hanno il monopolio dell'acciaio inossidabile e magnetico in Europa.

Dicembre 2008
aggiornamento: Dicembre 2010

 

Michele Zampilloni

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